15 anni dei Giovani per la Scienza

I Giovani per la Scienza celebrano online i quindici anni della loro associazione, costituita il 19 aprile 2005, ritrovandosi tutti insieme anche dalle varie parti d’Europa in cui i fondatori lavorano.

Mai come in questo terribile periodo si vede come la scienza possa contribuire in modo consistente a risolvere il dramma che gli uomini stanno vivendo. La scienza è però complessa ed esige anni ed anni di studio. I nostri giovani soci lo sanno e si preparano.

I Giovani per la Scienza nell’Aprile 2005, poco prima della fondazione dell’Associazione.

Le idee diventano realtà se esprimono una esigenza che esiste nel mondo intorno a noi, in questo caso l’idea di costituire l’associazione dei Giovani per la Scienza (GpS), che all’inizio poteva sembrare pura fantasia, ha espresso l’esigenza che esiste nei giovani di capire , di conoscere i fenomeni fisici che quotidianamente avvengono attorno a noi, ad esempio perché e come un corpo cade.

Così quel pomeriggio di oltre quindici anni fa io e una decina di giovani siamo rientrati a scuola. Correvamo nei lunghi corridoi dell’ITIS cercando di tenere una velocità costante e facendo cadere una pallina nei cestini della carta, per verificare la traiettoria parabolica e la validità della relatività di Galileo. È così che è abbiamo iniziato.

È così che attraverso la volontà e la tenacia dei soci fondatori, allora tutti tranne uno con meno di 18 anni, l’idea originaria si è trasformata in una nuova e interessante realtà, in cui negli anni quei 10 giovani sono diventati più di cento, provenienti da tutte le scuole del territorio. Abbiamo con ciò creato un ambiente nel quale i giovani secondo le loro attitudini possono esprimere le loro potenzialità.

Nel 2005 l’Unione Industriali ci ha dato il sostegno e la sede sociale, nel giugno del 2009 l’Università di Genova e la SPES ci hanno dato la possibilità di aprire un nuovo laboratorio tutto nostro al Campus Universitario di Savona, la fondazione De Mari in tutti questi anni ci ha sostenuto nei nostri viaggi scientifici.

Dal 2016 ogni anno i GpS organizzano al Priamar di Savona l’anteprima del Festival della Scienza, mostrando al pubblico e a un migliaio di giovani gli esperimenti da loro progettati e costruiti

Così in quindici anni i GpS si sono affermati come realtà e punto di riferimento scientifico per i giovani nella nostra città di Savona.

Bianca Ferrari, Presidente e Fondatrice.


Oggi i soci grandi e piccoli raccontano la loro esperienza.

 

Stefano Bruzzone, vicepresidente, ingegnere, classe 1990. In quindici anni l’associazione è cambiata e cresciuta notevolmente, dimostrando grande capacità di adattamento al cambiamento, capacità di cogliere le occasioni che si sono presentate mantenendo sempre intatta la sua identità e lo scopo per cui è nata. Lo studio della Scienza e le attività di laboratorio da sempre caratterizzano l’operato dell’associazione. Il legame da sempre esistente con l’Unione Industriali di Savona ha permesso ai soci di conoscere le industrie, dove la scienza si trasforma in tecnologia per la vita quotidiana.

Fabio Rossi laureando in ingegneria, classe 1993. Ci sono state molte innovazioni in questi anni che chi ci segue conoscerà bene. Per citarne alcune tra le più importanti: la creazione al Priamar di Savona dell’evento  “Savona, i Giovani e la Scienza”, una settimana di esperimenti ogni anno presentati al pubblico dai GpS; le collaborazioni savonesi con “le notti bianche” e “la città dei bambini”; la collaborazione con “Focus live”; tutti gli eventi al Campus di Savona, ormai troppi per essere elencati.

Simone Vallarino, laureando Fisica, classe 1992. Quanta strada! La mia storia nell’associazione inizia nell’autunno del 2005. Da quel momento è stato un susseguirsi di occasioni straordinarie, sono stato una settimana a costruire un rivelatore di particelle al CERN, sono tornato per uno stage all’INFN, ho vissuto una dozzina di viaggi scientifici in giro per l’Europa, ho incontrato esponenti di Comune e Regione, ho incontrato il Professor Zichichi a Roma, che poi è venuto a Savona e ha cenato con noi. I Giovani per la Scienza sono un’associazione che dà importanza alle persone: ognuno di noi ha il suo spazio e le sue occasioni per fare la sua parte. La modestia, il capire, l’audacia, la creatività, la fantasia, l’errore, la sfida, sono alcuni degli aspetti che sono tipici dei GpS. Con essi ho conosciuto l’importanza della precisione del linguaggio. Diceva Lavoisier: “Comunque veri i fatti possano essere e comunque corrette le idee dai quali sorgono, essi trasmettono solo false impressioni, se non ci sono espressioni esatte per trasportarle”.

Fabio Verbosio, laurea e dottorato in matematica, classe 1988. Non ricordo bene come andò, ma credo avessi fatto uno sforzo grande per decidere se partecipare alle attività dei GpS: avrei dovuto estendere il tempo di permanenza a scuola, il che voleva dire prendere un treno più tardi e arrivare a casa sul far della sera. Ne parlai certamente anche coi miei, che avrebbero dovuto preoccuparsi di lasciarmi qualche soldo in più per comprare il pranzo al bar dell’istituto. Si parlava tanto, si discuteva; la Prof.ssa Bianca Ferrari ci guidava lungo ragionamenti e considerazioni che in realtà eravamo noi stessi a fare, senza quasi accorgercene. L’atmosfera era diversa: sentivo di far parte di qualcosa, in un posto dove tutti noi studenti eravamo presi in considerazione come parte integrante della lezione stessa. Era affascinante, quindi decisi di partecipare regolarmente. Ricordo che all’epoca si parlava di motori al plasma e conservazione della quantità di moto per il movimento di moduli spaziali. Dopo alcune settimane, la Prof. e il Professor Luciano Arfini fecero un annuncio: visto il numero crescente di partecipanti e il grande interesse da parte vostra, abbiamo deciso di fondare un’associazione per continuare le nostre attività. Ricordo di aver ricevuto la notizia come qualcosa di fuori dal mondo, inaspettata ma al tempo stesso perfettamente in linea con quello che stava succedendo. All’epoca non avrei mai pensato che quel giorno avrebbe poi portato a quindici anni di attività.

Guido Sivori, ingegnere, classe 1987. Ne abbiamo fatto di strada e siamo cresciuti insieme all’associazione stessa! Abbiamo imparato a prenderci le nostre responsabilità, ad organizzare eventi, gruppi di lavoro e a tenere lezioni agli studenti. Vorrei sottolineare che non è solo un luogo di studio, è soprattutto una famiglia, un ritrovo dove poter esprimere tutto il nostro potenziale. Si sono create amicizie, si sono create famiglie, il tutto accomunato dalle stesse passioni. Io stesso sono un esempio di famiglia che si è creata all’interno dei GpS. In questi anni di GpS ho imparato una cosa davvero essenziale: usare il cervello, in quanto è lo strumento più potente che abbiamo, non soffermandomi alle apparenze, alla superficialità, ma andando oltre. Studia, capisci, ragiona, e pensa sul pensiero e cerca di trarre una conclusione solo dopo il confronto. E mi sono abituato così, nel mondo del lavoro, a spingermi sempre più in alto cercando sempre di alzare il livello.

Vincenzo Craviotto, laureando in ingegneria, classe 1995. L’associazione è come un organismo vivente in continua evoluzione. La crescita dell’individuo ha rilevanza infatti non solo sull’individuo stesso, ma anche sul gruppo nel suo complesso. Una piacevole e sorprendente trasversalità nello scambio di idee, indipendentemente dall’età degli interlocutori. Questo è uno dei valori aggiunti di questa realtà. Differenti generazioni che discutono e si scambiano idee come pari. L’associazione Giovani per la Scienza è sempre stata per me come un laboratorio, dove noi ragazzi possiamo testare le nostre competenze, assaporare il significato di costruire in prima persona le cose da zero, partendo dal foglio bianco, e comprendere quanto sia complicato gestire le attività ed organizzarle in maniera efficiente.

Viviana Palumberi, laurea e dottorato in matematica, classe 1977. Ormai sono 20 anni che da Savona mi sono trasferita e vivo a Basilea, in Svizzera, e da 10 anni insegno matematica nel ginnasio di Aarau, quello in cui Einstein ha preso la maturità.

In estate ogni tanto faccio qualche lezione per i GpS al Campus di Savona e ho dato alcune idee per esperimenti nel campo matematico, che con grande meraviglia i giovani sono riusciti a mettere perfettamente in pratica. Alcuni esempi sono il clinometro, con cui hanno misurato l’altezza delle torri del Brandale a Savona, l’espeimento di Chladni e infine la macchina di Galton che con centinaia di chiodini piantati uno a uno e con pallini da fucile crea la campana probabilistica di Gauss.

Nell’associazione ho il ruolo di occuparmi delle relazioni con l’estero. Infatti è con grande piacere che fin dalla fondazione organizzo i viaggi scientifici all’estero, sfruttando il fatto che parlo e scrivo un po’ di francese e inglese, così come un fluente tedesco.

Assemblea dei GpS del 2011, anno di elezioni per Presidente, Vicepresidente e Consiglio direttivo.

Giulio Pizzigoni, laurea e dottorato in Fisica, classe 1987: Mi ritrovai a correre, negli stessi corridoi della scuola, tenendo una pallina e lasciandola poi cadere in modo da osservarne la traiettoria parabolica. Con questi semplici esperimenti Bianca accese in me la scintilla dell’immaginazione e la curiosità verso il mondo che ci circonda. Quello che all’inizio era un gioco diventò sempre più importante tanto che mi iscrissi a Fisica. Oggi lavoro per un’importante azienda genovese che costruisce magneti superconduttori per centri di ricerca ed industrie di tutto il mondo e questo mi porta a viaggiare molto; nonostante io sia spesso lontano dalle attività dell’associazione, con essa è sempre possibile avere un confronto e ricevere stimoli costruttivi o più semplicemente passare una piacevole serata fra amici discutendo della vita e delle nostre esperienze.

Mauro Perusino, ingegnere, classe 1988. Fermandomi un attimo a riflettere su questo 15° anniversario, mi rendo conto che i GpS esistono da metà della mia vita. Quando questo gruppo ha cominciato a formarsi avevo 14 anni. Ho cominciato completamente per caso, senza nessuna particolare aspettativa. Da quel momento in poi si sono aperte le porte di un mondo nuovo. Solo con il passare degli anni ho capito che l’associazione è stata una delle protagoniste incontrastate della mia formazione scientifica e soprattutto umana. È diventata per me il luogo dove ho sempre potuto discutere le mie esperienze ed idee per il futuro, un luogo di confronto che ha fatto crescere in me una grande apertura mentale. Il lavoro mi ha portato distante da casa, da Trieste a Rotterdam alla vita in Austria, dal ragazzino timido che ero in prima superiore ero diventato una persona consapevole e capace di scegliere opzioni non sempre facili, sia da un punto di vista geografico sia professionale. L’esperienza nell’associazione mi ha dato quella che ho sempre considerato una carta in più.

Costantino Canellis, laureando in Scienze delle Comunicazioni, classe 1992: L’Associazione è stata ed è per me una stupenda sorpresa e un propulsore di idee, capace di farmi più volte gettare il cuore oltre l’ostacolo. Quando la conobbi, il laboratorio costruito dai ragazzi era molto più spartano di quello che utilizziamo oggi, ma questo non gli toglieva neanche un briciolo di magia. Per me era come essere stato catapultato nel Paese dei balocchi! La scienza era lì per dirti di fare, con le tue idee, con la tua testa. Letteralmente un sogno a occhi aperti per chi non vedeva l’ora di provare a sperimentare con le proprie mani! Anche l’aula di lezione non aveva nulla in comune con le classiche aule: era a gradinata. La lezione di teoria stessa non era la classica spiegazione ininterrotta di un insegnante, ma era la Prof. Bianca che ci raccontava e spiegava come funzionavano i processi scientifici e com’erano nati nelle menti dei grandi scienziati e quale fosse stata la vita che essi avevano vissuto. Inoltre, ogni ragazzo poteva dire la sua, discutere, fare ipotesi e Bianca ha sempre reso il tutto molto interattivo, così che i ragazzi, a prescindere dall’età, potessero partecipare attivamente.

Diego Beltrame, ingegnere, classe 1987. Per me l’associazione significa soprattutto solidarietà. Il rapporto umano che lega i soci è qualcosa che va al di là del semplice rapporto tra studenti. L’aiuto reciproco è sempre stato privilegiato alla competizione tra gli individui.

Alberto Battistelli, perito elettrotecnico, classe 1988. È incredibile quanto mi ha dato l’Associazione Giovani per la Scienza: l’abilità di parlare in pubblico e ad altre persone, cosa che spesso viene data per scontata ma non lo è per nulla; la capacità di insegnamento, perché “conoscere” non significa saper anche spiegare e far comprendere ad altri; conoscere la struttura di realtà produttive, prima di iniziare il percorso lavorativo; abilità di gestire i tempi in funzione di attività e contenuti. Tutte queste abilità, unite alle conoscenze che mi sono state trasmesse, mi hanno portato a poter svolgere il mio ruolo in una grande azienda multinazionale, con competenza e precisione, il ruolo di gestione della manutenzione.

Aurora Uras, primo anno laurea in Fisica, classe 2000. Sono entrata in contatto con l’Associazione 5 anni fa, in occasione della conferenza tenuta da uno dei fondatori, Fabio Verbosio, sul linguaggio della matematica. Adesso che sono riuscita a realizzare il mio sogno di andare a studiare in Scozia mi manca una realtà come la nostra. Personalmente, non sarò mai grata abbastanza a tutti i ragazzi che mi hanno insegnato a lavorare in laboratorio. L’unione di persone di età differenti e provenienti da scuole e tipi di formazione diversi dovrebbe essere la condizione di qualsiasi posto che si proponga come luogo di cultura. Sono felice di continuare a far parte di questa realtà, anche se a distanza, e non vedo l’ora di scoprire le nuove sfide che ci aspettano.

Andrea Pisu, quinto anno liceo scientifico, classe 2001. Da due anni faccio parte dei GpS e sono molto fiero di essere già responsabile di un progetto, quello di allestire una mostra interattiva nelle vetrine della Galleria del Priamar. Siamo diventati un punto di riferimento per la nostra città, siamo un “cortocircuito” della scuola, dove ragazzi di licei e tecnici si trovano insieme e studiano, progettano, costruiscono. E soprattutto presentano. Ho partecipato solo a due Festival della Scienza da noi organizzati presso la Fortezza del Priamar a Savona, ma ho già perso il conto di quanti bambini e giovani sono venuti a trovarci e ne sono usciti felici e con la bocca spalancata. Siamo diventati importanti per la comunità. Sono convinto che il modello GpS andrebbe raccontato ed esportato.

Vittorio Rossello, ingegnere, master in aerospaziale, classe 1988. I GpS sono un ottimo vaccino contro la covid-19, vista la loro resilienza, tenacia e diligenza. La mia proposta è che ora chi ‘diventa grande’ e per lavoro si allontana fisicamente dall’associazione,  rientri anche grazie al digitale e condivida le proprie esperienze con tutti i giovani soci.

Il viaggio scientifico del 2015 si è svolto al CERN di Ginevra.

Davide Vallarino, secondo anno ingegneria, classe 1999. Il mio viaggio all’interno dell’Associazione inizia 7 anni fa. In questi anni l’associazione è cambiata e ha cambiato me, il mio modo di pensare, di progettare, di rendermi disponibile agli altri e di acquisire responsabilità. Ricordo che per i primi anni l’appuntamento in cui mostravamo i nostri esperimenti al pubblico si svolgeva nella nostra aula ed era rivolto principalmente ai genitori. Oggi è strano ripensare a quell’aula a gradinata con quattro o cinque esperimenti, soprattutto rapportandolo all’evento che negli ultimi 4 anni ha segnato nell’associazione un forte cambiamento: il Festival della Scienza, organizzato da noi a Savona. È stato un evento che ha richiesto a noi un salto di qualità notevole visto che saremmo dovuti passare da un pomeriggio con i genitori nella nostra aula, a una settimana con circa mille ragazzi delle scuole medie e superiori al Priamar con molti più esperimenti. Grazie a tutto questo abbiamo sviluppato col tempo una macchina organizzativa sempre più precisa che ci ha permesso di essere sempre pronti alle varie occasioni di esposizione e proposte che ci vengono fatte.

Andrea Bentivoglio, secondo anno ingegneria, classe 1998. La possibilità di avere un luogo dove potersi sporcare le mani per creare qualcosa che prima riuscivi solo ad immaginare nella tua testa, mettendosi li, con impegno e con l’aiuto degli altri soci è unica dei GpS. Una cosa che ho sempre apprezzato è, appunto, l’incredibile capacità che ogni ragazzo ha, dal più grande al più piccolo, di mettersi a disposizione degli altri.

Alberto Giribaldi, primo anno di laurea in chimica, classe 2000. Sono entrato nell’associazione 6 anni fa quando questa era già completamente strutturata, con i sui spazi di lavoro e le sue figure di riferimento. Un ambiente accogliente e stimolante, realizzato da studenti appassionati di scienza. Tuttavia, ragionando col senno di poi, ciò che mi lascia a bocca aperta è la capacità di cambiare per venire incontro ai ragazzi, mantenendo un’organizzazione impeccabile, tutto grazie alla collaborazione di tutti i soci, nuovi e anziani, grandi e piccoli, vicini e lontani. È proprio questa capacità, secondo me, a rendere i Giovani per la Scienza una dimostrazione unica della forza che possono avere la passione e la voglia di fare dei ragazzi.

Alessio De Martino, perito chimico, classe 1987. Avevo 15 anni e insieme ad un gruppo di amici e alla professoressa Bianca Ferrari, spinti dalla curiosità e dalla passione per lo studio della fisica, che all’epoca ci faceva sentire anche un po’ ribelli e controcorrente, abbiamo fondato l’associazione. Non smettiamo mai di creare occasioni per incontrarci per scambiare opinioni su svariati temi, dalla scienza alla politica alle esperienze lavorative, sempre con lo spirito con cui siamo cresciuti nell’associazione ed è questo ciò che rende i GpS così speciali.

Erik Patrone, ultimo anno liceo scientifico, classe 2001. Uno dei miei primi incontri con i GpS è stata la conferenza tenuta da Sergio Palumberi per il decennale, ormai ben cinque anni fa. Da allora, questa bellissima esperienza mi ha dato molte cose come imparare a dirigere un gruppo, partecipare ad eventi e di conseguenza una migliore capacità di esposizione e inoltre mi ha permesso di conoscere e approcciarmi a persone e autorità di rilievo. 

Jennifer Turco, quarto anno ITIS Elettronica, classe 2002. In questi quasi 4 anni in cui faccio parte dei GpS c’è chi arriva, chi si perde e chi torna. L’unico a non essere mutato è lo spirito di questa associazione: crescere, imparare e costruire dalle molteplici prospettive di ognuno di noi del mondo che ci circonda e del nostro pensiero. Posso affermare che ogni ragazzo che entra a far parte dell’associazione e abbia voglia di fare e sperimentare anche su sé stesso, scoprirà lati di sé che non sapeva neanche di possedere: questo è il posto giusto in cui si possono esprimere le proprie diverse capacità.

Giulio Granero, terzo anno scientifico, classe 2003. Entrai in associazione nel 2017 dopo aver visitato con la mia classe il Festival della Scienza presso la fortezza del Priamar: rimasi subito colpito dalle interessanti spiegazioni degli esperimenti e dalla coesione e forte amicizia tra i vari soci. Quando iniziai a partecipare agli incontri trovai fin da subito un ambiente accogliente nel quale non era importante solo l’età dei ragazzi, ma soprattutto il loro interesse per la scienza. Infatti, nonostante avessi solo 15 anni, potevo discutere di esperimenti con ragazzi anche molto più grandi di me. Questo è dovuto al fatto che tra i soci vi è un rapporto di amicizia che permette ai ragazzi di intervenire nelle discussioni senza la paura di sbagliare o del giudizio altrui.

Enrica Noberasco, laurea in tecniche della prevenzione dell’ambiente e dei luoghi di lavoro, classe 1987. L’associazione per me è… Bianca Ferrari. Da quando è entrata a far parte della mia vita ha creduto nelle mie capacità e crede ogni giorno in ognuno di noi, creando quello che non si pensava fosse possibile: APPASSIONARE generazioni di ragazzi ed adulti allo studio e all’approfondimento scientifico.

Nicolò Bituni, primo anno liceo scientifico, classe 2005. Anche se è da poco che sono nell’associazione, circa 7 mesi, sono già molto legato ad essa. Mi ricordo ancora quando circa un anno e mezzo fa, assieme alla mia classe delle medie sono andato all’anteprima del Festival della scienza 2018, non credevo al fatto che in una città piccola come la mia esistesse un progetto che permettesse ai giovani di apprendere la scienza in maniera così diversa. Sono rimasto estasiato dalla moltitudine di esperimenti. Il mio rapporto con l’associazione lo potrei descrivere come un colpo di fulmine.

Vittorio Schincaglia, artigiano e inventore. Il giorno in cui al Campus Universitario con il Prof. Almerino Lunardon ho conosciuto il prorettore Federico Delfino e la Prof. Bianca Ferrari, che si è dimostrata interessata ai miei progetti, è stato per me un giorno indimenticabile. In quel momento si è aperto per me un mondo magico: ho conosciuto i ragazzi straordinari  dei Giovani per la Scienza e il Prof. Luciano Arfini e collaborando con loro ho scoperto che nella nostra città esiste una tale eccellenza.

L’assemblea ordinaria dei GpS del 2019.